Weekend in Ciociaria: itinerario di 2 giorni tra borghi e abbazie

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Quando ho prenotato questo weekend in Ciociaria non stavo cercando semplicemente una meta.

È arrivato in un momento particolare della mia vita, pieno di emozioni contrastanti: avevo appena lasciato il mio “posto fisso”, scegliendo una strada tutta da costruire. Da una parte l’eccitazione per una nuova vita, dall’altra quella paura silenziosa che arriva quando lasci qualcosa di certo.

Avevo bisogno di silenzio. Di rallentare. Di mettere a tacere quel rumore mentale fatto di domande, entusiasmo e timore insieme.

E così, quasi senza pensarci troppo, sono partita per due giorni in Ciociaria: tra borghi autentici, abbazie immerse nel tempo e luoghi dove sembra che tutto si muova un po’ più lentamente.

In questo articolo trovi il mio itinerario di 2 giorni, cosa vedere e qualche consiglio pratico per organizzare un weekend in Ciociaria.

Dove si trova la Ciociaria e perché vale la pena visitarla

La Ciociaria è un’area storica del Lazio meridionale, in gran parte coincidente con la provincia di Frosinone. Un territorio spesso poco considerato rispetto ad altre zone del Lazio, ma che riesce ancora a conservare qualcosa di raro: il senso della lentezza.

Qui non troverai città caotiche o luoghi costruiti per il turismo di massa. Troverai invece borghi in pietra, abbazie immerse nel silenzio, scorci panoramici e una dimensione più autentica del viaggio.

È una meta perfetta per un weekend vicino Roma, soprattutto se senti il bisogno di rallentare e uscire dalle rotte più scontate.

Consigli pratici per organizzare un weekend in Ciociaria

Dove dormire in Ciociaria

Per esplorare questa zona senza fare continuamente valigie, la nostra scelta è stata fermarsi nel borgo di Boville Ernica, che permette di raggiungere tutte le tappe dell’itinerario in meno di un’ora di macchina.

Noi abbiamo provato due soluzioni molto diverse tra loro, entrambe comode a seconda del tipo di viaggio che hai in mente.

Se viaggi in coppia, abbiamo soggiornato in un piccolo appartamento nel pieno centro storico di Boville: una soluzione semplice ma molto caratteristica, perfetta per vivere il borgo a piedi e godersi l’atmosfera tranquilla delle sere in paese.
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Se invece viaggi in gruppo o con amici, abbiamo trovato molto comodo un appartamento più grande appena fuori dal borgo antico: 3 camere da letto, 2 bagni, ampio giardino con barbecue e perfetto per condividere il weekend senza rinunciare agli spazi.

La chicca? Un tavolo da biliardo, ideale per passare la serata in tranquillità dopo una giornata in giro tra borghi e abbazie.
👉 Qui trovi l’alloggio per gruppi: https://vrbo.stay22.com/inviaggioconeli/ve_IXWaG6Z

Spostamenti. Serve l’auto? Secondo me sì

Per visitare la Ciociaria in libertà, avere un’auto fa davvero la differenza. Molti dei luoghi più belli si trovano a poca distanza tra loro, ma i collegamenti con i mezzi pubblici non sono sempre praticissimi.

Se arrivi da Roma o altre località vicine senza macchina, il consiglio è noleggiarne una direttamente in aeroporto o in città.
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In questo modo riesci a costruire un itinerario molto più flessibile, fermandoti anche nei piccoli borghi e nei punti panoramici lungo il tragitto.

Veduta da Boville Ernica Ciociaria

Itinerario in Ciociaria: giorno 1

Il mio itinerario si è concentrato soprattutto nella zona di Veroli e dintorni, alternando piccoli borghi, luoghi storici e momenti senza un programma preciso. Perché, a volte, anche lasciare spazio all’improvvisazione fa parte del viaggio.

Partendo da Bari, ci aspettavano quasi quattro ore di macchina. Abbiamo scelto come base Boville Ernica, un piccolo borgo in provincia di Frosinone inserito tra i Borghi più belli d’Italia. Si è rivelata la scelta giusta: un punto tranquillo da cui partire ogni giorno, con tutte le tappe del viaggio a meno di un’ora di distanza, senza la sensazione di dover correre da un posto all’altro.

Vicoli in pietra Boville Ernica in Ciociaria

Boville Ernica

Passeggiando nel centro storico di Boville Ernica si incontrano vicoli in pietra, scorci panoramici e quell’atmosfera quieta tipica dei borghi in cui sembra che il tempo abbia deciso di rallentare.

Tra le cose da vedere ci sono le antiche mura megalitiche, testimonianza delle origini antichissime del borgo, il lavatoio storico, che racconta una quotidianità di altri tempi, e la suggestiva Posterula, un antico passaggio d’accesso al paese che oggi regala anche uno dei panorami più belli: non a caso viene considerata uno dei veri balconi sulla Ciociaria.

Dal punto di vista storico e artistico, Boville custodisce poi due tesori che sorprendono davvero. Nella Chiesa di San Pietro Ispano è conservato:

  • il mosaico dell’angelo attribuito a Giotto.
    (c’è un sensore che illumina la cappella, si trova  sulla sinistra, dovete sporgervi un pochino all’interno)
  • un sarcofago paleocristiano databile tra il 330 e il 350 d.C., con la rappresentazione del più antico presepe al mondo, scolpito nella pietra molto prima che la rappresentazione della Natività diventasse una tradizione diffusa.

Ma, più delle singole attrazioni, quello che mi è rimasto addosso è stata la sensazione di calma. Quella che arriva quando non hai fretta di vedere tutto.

E forse anche quella gentilezza semplice che oggi sembra sempre più rara. Le persone che ti salutano per strada, che si fermano volentieri a fare due chiacchiere, senza quell’urgenza costante di dover andare altrove.

Me ne sono accorta appena arrivati. Stavamo cercando il nostro appartamento con il navigatore, sotto la pioggia, un po’ spaesati. Un signore ci ha visti, si è fermato e, nonostante il maltempo, ha deciso di aiutarci e accompagnarci personalmente. Un gesto piccolo, forse. Ma con quella gentilezza di chi non ha fretta. Di chi non vive sempre di corsa. E che, in quel momento della mia vita, credo mi abbia fatto bene quasi quanto il viaggio stesso.

Abbazia di Casamari

A circa 15 minuti da Boville si trova l’Abbazia di Casamari, costruita nel XIII sec, uno dei complessi cistercensi più importanti del Lazio.

Appena si entra, quello che colpisce è l’architettura: linee pulite, spazi ampi, nessun eccesso decorativo. È una struttura semplice, ma allo stesso tempo molto imponente. Tutto è essenziale, e proprio per questo molto d’impatto.

La visita dell’abbazia è libera negli orari di apertura (generalmente 9:00–12:00 e 15:00–18:00). E’ possibile prenotare visite guidate per gruppi, telefonando allo 0775282371. Prevedete un’oretta con tutta tranquillità. Trovi tutte le info sul sito https://abbaziadicasamari.it/index.php

Noi abbiamo avuto la fortuna di unirci a un piccolo gruppo guidato da un monaco che stava per iniziare proprio mentre siamo arrivati. È stato un valore aggiunto importante della visita, perché non si è limitato a raccontare la storia del luogo, ma ci ha accompagnati fisicamente tra gli spazi principali: il chiostro, la sala capitolare e il refettorio. Ambienti che, da soli, probabilmente avremmo attraversato senza coglierne davvero il significato.

Prima di andare via, vale assolutamente la pena passare anche dallo shop dell’abbazia. Qui si trovano prodotti realizzati dalla comunità, tra cui le famose Gocce Imperiali dai mille usi, con oltre due secoli di storia, ancora oggi preparate secondo la tradizione monastica.

abbazia di Casamari
chiostro abbazia Casamari
interno abbazia Casamari

Veroli

Dopo l’Abbazia di Casamari, la terza tappa del primo giorno è stata Veroli, che dista circa 15 minuti di macchina, uno dei borghi più belli della zona.

Veroli

È un centro storico che si sviluppa tra scalinate e vicoli in pietra. Non è un posto da “cose da vedere”, ma da attraversare lentamente, lasciandosi guidare più dalla curiosità che da una mappa.

La sensazione è quella di un borgo vissuto, dove la quotidianità si intreccia ancora con gli spazi storici. Piccole piazze, affacci improvvisi sulla valle e angoli silenziosi si alternano senza una logica precisa, ed è proprio questo a renderlo piacevole.

Qui abbiamo fatto anche una visita guidata organizzata dalla Pro Loco, che consiglio assolutamente. È un ottimo modo per capire davvero il borgo, perché ti permette di scoprire dettagli e storie che da soli difficilmente noteresti. Ad esempio, tra le cose più particolari ci ha mostrato la Scala Santa, una delle pochissime presenti al mondo insieme a quella di Roma e di Gerusalemme. Un luogo molto semplice nell’aspetto, ma carico di significato e ancora oggi meta di devozione e visita.

Non ci sono grandi attrazioni da spuntare, ma è uno di quei luoghi in cui il tempo sembra scorrere in modo diverso. Più lento, più leggero.

scala santa Veroli

Dove mangiare a Boville Ernica: Il Frantoio

Dopo una giornata tra borghi e abbazie, siamo tornati a Boville per cena e ci siamo fermati da “Il Frantoio”.
Una scoperta che mi sento di consigliare: piatti ben fatti, materie prime di qualità e prezzi onesti. Uno di quei posti semplici in cui si mangia bene senza troppi fronzoli.

La cosa bella di avere scelto Boville come base è stata proprio questa: poter rientrare in un luogo tranquillo, senza caos, dopo una giornata in giro.
E forse era esattamente quello di cui avevo bisogno.
Non un weekend pieno di cose da incastrare o vedere di corsa, ma giornate lente, fatte di luoghi autentici e di quel tempo vuoto che spesso ci concediamo troppo poco.

Itinerario in Ciociaria: giorno 2

Certosa di Trisulti

Dopo la prima giornata tra borghi e abbazie, il secondo giorno siamo partiti da Boville in direzione della Certosa di Trisulti, immersa nei boschi dei Monti Ernici e raggiungibile in circa 40 minuti di macchina.

Già il tragitto fa parte dell’esperienza: strada panoramica, tanto verde e la sensazione di allontanarsi lentamente dal rumore.
A un certo punto abbiamo persino dovuto rallentare e aspettare un gregge di pecore che occupava tutta la strada. Uno di quei piccoli imprevisti che, in un altro contesto, forse avresti vissuto con fretta… lì invece sembrava perfettamente parte del viaggio.

Rispetto a Casamari, l’atmosfera qui è diversa. Più isolata, più immersa nella natura. La Certosa sembra quasi nascosta nel bosco, e probabilmente è anche questo a renderla così affascinante.

L’ingresso è a pagamento (5€ il biglietto intero) e noi abbiamo partecipato a una visita guidata gratuita inclusa nel biglietto, che consiglio davvero se ne hai la possibilità. La differenza si sente: non è solo una passeggiata tra ambienti storici, ma un modo per capire meglio la vita dei monaci e il significato degli spazi. Trovi tutte le informazioni sul sito https://direzioneregionalemuseilazio.cultura.gov.it/luoghi/certosa-di-trisulti/

Durante la visita abbiamo attraversato il chiostro, cuore tranquillo della Certosa, il refettorio, dove i monaci consumavano i pasti in silenzio, e la suggestiva peschiera, uno spazio che in passato aveva anche una funzione pratica legata alla vita quotidiana del monastero.

peschiera Certosa di Trisulti
Certosa di Trisulti

Tra gli ambienti più belli c’è sicuramente anche l’antica farmacia monastica, decorata con affreschi e ancora ricca di strumenti legati alla tradizione erboristica. Uno di quei luoghi che riescono davvero a farti immaginare la quotidianità di secoli fa.

sala d'attesa farmacia 700 certosa di trisulti
farmacia 700 Certosa di Trisulti

Se ami i luoghi meno turistici e con un’atmosfera autentica, secondo me è una tappa che vale assolutamente il tempo del tragitto.

Isola del Liri

Dalla Certosa di Trisulti, in circa 50 minuti di macchina, abbiamo raggiunto Isola del Liri, probabilmente la tappa più insolita del weekend.

La particolarità del paese è famosa: una cascata alta circa 27 metri che si trova letteralmente nel centro abitato, incastonata tra edifici storici e proprio accanto al castello. Ed è esattamente quell’effetto sorpresa che colpisce appena arrivi.

La Cascata Grande è sicuramente scenografica e, secondo me, merita assolutamente una sosta. Il consiglio che darei? Fermarsi per un aperitivo o un caffè con vista cascata e godersi il momento senza fretta. È uno di quei posti che vale più per l’atmosfera e il colpo d’occhio che per una vera e propria visita lunga.

cascata grande Isola Liri

Isola del Liri è la tappa più ‘instagrammabile’, ma se cerchi il silenzio degli altri borghi, qui troverai un’atmosfera molto più vivace e turistica.

Per me, quindi, Isola del Liri resta una tappa da fare, ma senza aspettative troppo alte: perfetta per una pausa suggestiva di un paio d’ore, soprattutto se inserita in un itinerario più ampio come questo.

Questo itinerario in Ciociaria è stato molto più di un semplice weekend.

È arrivato subito dopo una delle decisioni più importanti della mia vita: lasciare il mio lavoro stabile per costruire qualcosa di nuovo.

Se vuoi leggere la storia completa, trovi qui il racconto di quel momento e delle emozioni che mi hanno accompagnata: https://www.inviaggioconeli.com/decisione-per-essere-felici/

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