Marsiglia: cosa vedere in 2 giorni

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Marsiglia è una città che divide. Non cerca di piacere a tutti, e forse è proprio questo il suo fascino. Ti sfida, ti confonde, ti seduce. In due giorni abbiamo provato a coglierne l’essenza, tra storia stratificata, quartieri vibranti e paesaggi che tolgono il fiato.

Giorno 1: Scoprire l’anima urbana di Marsiglia

Abbiamo iniziato la nostra esplorazione con un free tour prenotato tramite Civitatis. Per me, il modo migliore per entrare in sintonia con la storia e le curiosità di un luogo. La guida, simpatica, preparata e coinvolgente, ci ha raccontato l’incredibile evoluzione di Marsiglia, una città che in pochi decenni ha cambiato volto, pur mantenendo intatto il suo spirito. Vi lascio il link qui: https://www.civitatis.com/it/marsiglia/free-tour-marsiglia/

In alternativa, puoi trovare altri tour guidati di Marsiglia anche su GetYourGuide.

Lo sapevi che in soli 25 anni Marsiglia è cresciuta da 80mila a 980mila abitanti?! Marsiglia ha vissuto un’esplosione demografica tra il 1850 e il 1875. Questo dato è sorprendente e si riferisce a un periodo di forte industrializzazione e sviluppo portuale, che ha attratto migranti da tutto il mondo. Tutto ciò ha portato alla costruzione di nuovi quartieri e infrastrutture per accogliere la popolazione crescente.

Questa crescita ha reso Marsiglia una delle città più popolose e multiculturali della Francia già alla fine del XIX secolo.

Il nostro cammino è partito proprio dal porto, cuore pulsante della città fin dall’antichità. Per poi addentrarci nel quartiere Le Panier, il più antico della città.

Un dedalo di viuzze colorate, impreziosite da murales, botteghe artigiane e scorci pittoreschi. Il suo nome deriva dalle numerose panetterie e mulini che un tempo lo animavano.

Lo sapevi che proprio qui è nato il celebre sapone di Marsiglia? Fu l’intuizione delle mogli dei pescatori a dare vita a una formula vegetale rivoluzionaria: 72% di olio d’oliva, acqua di mare e soda o cenere. Un’alternativa ai vecchi saponi di origine animale, maleodoranti e irritanti. Quando la sua efficacia si diffuse, il sapone venne brevettato e divenne simbolo della città.

Le Panier ha vissuto momenti difficili: in passato è stato svuotato per combattere la criminalità organizzata, ma oggi è rinato grazie a B&B e strutture ricettive che ne hanno valorizzato l’anima autentica.

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Nel quartiere si trova anche l’Hospice de la Charité, voluto da Luigi XIV per accogliere i senzatetto, offrendo loro un pasto caldo, un letto e persino una formazione professionale per reinserirli nella società.

A pochi passi, ci siamo lasciati incantare dalla Cattedrale di Santa Maria Maggiore (Cathédrale de la Major). Maestosa e affacciata sul mare, è dedicata alla Vergine Maria, protettrice dei pescatori.

La sua architettura è un affascinante intreccio di stili: romanico, gotico e arabeggiante. L’interno è altrettanto spettacolare, con mosaici e colonne che raccontano la grandezza storica della città.

Da qui, una breve passeggiata ci ha portati al Fort Saint-Jean, la fortezza sul mare che regala una vista mozzafiato sul porto vecchio e sull’orizzonte aperto.

Il Fort Saint-Jean, perfettamente conservato, è uno dei luoghi più suggestivi di Marsiglia. Camminare lungo il suo perimetro è come fare un viaggio nel tempo, tra bastioni, torri e passaggi segreti. Il percorso panoramico ti permette di esplorarlo in libertà, con viste spettacolari sul porto vecchio e sul mare aperto. Uno dei punti più emozionanti è il ponte sospeso che collega il forte al MuCEM, attraversando il blu del Mediterraneo: un passaggio arioso e scenografico che sembra fluttuare sull’acqua.

La sera abbiamo cenato nel quartiere Notre-Dame du Mont, una zona che ci ha sorpreso per la sua energia positiva e fuori dagli schemi. Qui l’atmosfera è bohémien, ma con un’anima profondamente urbana e multiculturale. I locali sono alternativi, spesso decorati con murales e installazioni artistiche, e ogni angolo sembra raccontare una storia diversa.

C’è un senso di libertà che si respira a ogni passo: persone di ogni provenienza, stili di vita che si intrecciano, musica che esce dai bar e dai locali. È un quartiere che non si prende troppo sul serio, ma che sa accogliere. Anche tra personaggi eccentrici e situazioni insolite, non ci siamo mai sentiti in pericolo—al contrario, ci siamo sentiti parte di un flusso umano autentico e spontaneo.

Notre-Dame du Mont è il luogo ideale per chi cerca un’esperienza più locale, lontana dai circuiti turistici classici. Qui Marsiglia mostra il suo volto più libero, creativo e un po’ anarchico. E forse, proprio per questo, irresistibile.

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Giorno 2: Natura e spiritualità con vista mozzafiato

Il secondo giorno lo abbiamo dedicato alla natura e alla scoperta di uno dei simboli più amati di Marsiglia: la Basilica di Notre-Dame de la Garde.

Situata in cima a una collina, domina la città con la sua presenza maestosa e protettiva.

Si raggiunge facilmente con i mezzi pubblici, che ti portano fin quasi alla sommità, lasciandoti solo pochi passi da percorrere per godere di uno dei panorami più spettacolari della città.

È proprio qui che ho capito davvero ciò che ci ha raccontato ieri la guida sull’espansione demografica della città: Marsiglia è immensa! Dall’alto si percepisce la sua vastità, il suo sviluppo a raggiera, e si distingue perfettamente il porto vecchio, le isole del Frioul e anche il celebre Stadio Vélodrome, simbolo sportivo e architettonico della città.

L’interno della basilica è un trionfo di decorazioni: mosaici dorati, ex voto appesi alle pareti, colonne scolpite e una cupola che sembra toccare il cielo. È un luogo di grande spiritualità, dove si percepisce la devozione dei marsigliesi per la “Bonne Mère”, la Madonna che veglia sui pescatori e su tutta la città.

Nel pomeriggio ci siamo imbarcati per un’escursione alle Calanques, le spettacolari insenature rocciose che si tuffano nel blu profondo del Mediterraneo. Viste dal mare, queste pareti di roccia bianca sembrano scolpite dalla mano di un artista, e contrastano magnificamente con le acque che virano dal turchese al verde smeraldo.

Navigare tra le Calanques è un’esperienza che lascia senza parole. Ogni insenatura ha la sua personalità, alcune più selvagge, altre più intime, ma tutte incredibilmente suggestive.

Se ami il mare, il trekking o semplicemente i paesaggi che tolgono il fiato, questa escursione è imperdibile.

Un consiglio pratico: non acquistare il biglietto tramite agenzie intermediarie, che spesso applicano sovrapprezzi. Puoi comprarlo direttamente alla biglietteria al porto (all’angolo tra Quai du Port e Quai des Belges) oppure sul sito ufficiale dell’operatore https://www.calanques-if.com/

Ma se preferisci avere tutto prenotato e preparato in anticipo puoi prenotare l’escursione alle Calanques anche tramite GetYourGuide.

Marsiglia: una città che divide: Marsiglia non è una città facile. Non è immediatamente “bella” nel senso classico, ma ha un fascino ruvido, autentico, che suscita impressioni contrastanti. Ma forse è proprio questo il suo segreto: non lascia indifferenti.

Curiosità su Marsiglia

La nostra guida ci ha regalato alcune chicche storiche davvero affascinanti.

1 – Marsiglia fu scoperta nel 600 a.C. da due greci, Euthymenes e Pytheas—un astrologo e un navigatore—che approdarono in questo porto naturale. La convivenza con le popolazioni locali fu pacifica, tanto che, secondo la leggenda, il matrimonio tra un greco e la regina del luogo sancì la nascita della città, inizialmente chiamata Marsalia.

Con l’arrivo dei Romani e la conquista da parte di Pompeo, il nome si trasformò in Marsilia, avvicinandosi a quello attuale.

2 – La rivalità tra Parigi e Marsiglia per il titolo di città più importante di Francia è antica e radicata. Ma allora, perché l’inno nazionale francese si chiama La Marsigliese? La risposta è storica: fu proprio questa canzone, cantata dai volontari marsigliesi durante la Rivoluzione francese, a diventare il simbolo della lotta per la libertà e l’uguaglianza.

3 – Il simbolo della città è il leone, emblema di forza e fierezza, accompagnato dalla bandiera delle crociate, con i colori bianco e celeste che richiamano il cielo e il mare di Marsiglia.

In soli due giorni Marsiglia ci ha mostrato mille volti: quello storico e multiculturale, quello creativo e bohémien, quello spirituale e naturale. Abbiamo camminato tra vicoli antichi, navigato acque smeraldo, ascoltato storie di rivoluzioni e saponi, respirato libertà.

Marsiglia non si visita, si vive. E quando te ne vai, ti resta addosso. Come il sale sulla pelle dopo un tuffo nel Mediterraneo.

Se hai altri giorni a disposizione, potrebbe interessarti l’articolo del tour della Provenza.

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